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Detrazioni Allarme Casa: Guida completa al Bonus Sicurezza 2026
Bonus sicurezza: 2025 e 2026 a confronto
Il Bonus Sicurezza rappresenta da anni uno strumento fondamentale per incentivare i cittadini a rendere più sicure le proprie abitazioni e immobili. Attraverso una detrazione fiscale sulle spese sostenute per l’installazione di sistemi di sicurezza, lo Stato sostiene i cittadini che decidono di investire in allarmi, antifurti e soluzioni anti-intrusione, contribuendo a rendere le case più sicure e protette.
Negli anni, la normativa è stata aggiornata per adattarsi alle nuove esigenze di sicurezza e alle evoluzioni tecnologiche.
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Cosa cambia e cosa rimane invariato tra i due Bonus?
Rispetto all’anno precedente il Bonus Sicurezza 2026 non ha subito particolari variazioni. L’Agenzia delle Entrate ha introdotto principalmente criteri più restrittivi, l’agevolazione viene ricondotta all’interno del Bonus Ristrutturazioni e viene posta maggiore attenzione all’effettiva integrazione dei sistemi di sicurezza nell’immobile. L’obiettivo finale è quello di garantire che la detrazione venga riconosciuta solo per interventi realmente efficaci e duraturi.
Di seguito il riepilogo delle caratteristiche principali dei Bonus a confronto.
| Caratteristica | Bonus Sicurezza 2025 | Bonus Sicurezza 2026 |
| Inquadramento normativo | Detrazione fiscale IRPEF | Detrazione fiscale IRPEF |
| Tipologia di interventi | Sistemi di sicurezza per prevenire intrusioni e furti (allarmi, antifurti, videosorveglianza, ecc.) | Sistemi di sicurezza per prevenire intrusioni e furti, purché integrati nell’immobile |
| Sistemi wireless | Ammessi se idonei e documentati (senza specifica normativa che li escluda) | Ammessi se idonei e documentati (come parte di impianti) |
| Posa in opera / installazione | Non sempre obbligatoria, ma è necessario documentare la spesa; spesso conviene installazione professionale | Installazione generalmente richiesta e documentabile, come parte dell’intervento integrato |
| Necessità di ristrutturazione edilizia | Non è richiesta una ristrutturazione edilizia per accedere alla detrazione | Non è richiesta una ristrutturazione edilizia per accedere alla detrazione |
| Detrazione fiscale | 36% (generale) | 50% per prima casa, 36% per seconda casa e altri immobili |
| Tetto massimo di spesa | 96.000 € per immobile | 96.000 € per immobile |
| Ripartizione detrazione | 10 anni | 10 anni |
| Beneficiari | Proprietari, inquilini, comodatari, usufruttuari e altri con titolo valido | Proprietari, inquilini, comodatari, usufruttuari e altri con titolo valido |
| Prima e seconda casa | Ammesse | Ammesse |
Come funziona la detrazione fiscale, chi può usufruirne, e come puoi richiedere il Bonus Sicurezza 2026
Il confronto tra i due anni evidenzia come in entrambi i casi la detrazione è ripartita in dieci quote annuali, il tetto massimo di spesa è pari a 96.000 euro e possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari, ma anche inquilini, comodatari e conviventi che sostengono direttamente la spesa.
Alcuni esempi di interventi sono:
- un proprietario di una prima casa che installa un sistema di sicurezza, con una spesa di 5.000 euro, può detrarre il 50% dell’importo, cioè 2.500 euro, pari a 250 euro annui per dieci anni;
- l’acquisto e l’installazione di un sistema di videosorveglianza completo per seconda casa del costo di 3.000 euro garantisce una detrazione di 1.080 euro (36% per seconda casa), corrispondente a 108 euro all’anno.
Per richiedere il Bonus Sicurezza nel 2026 non è necessario presentare domande preventive, ma è sufficiente effettuare i pagamenti con bonifico parlante, conservare la documentazione relativa agli interventi e indicare le spese nella dichiarazione dei redditi. Le fatture devono essere intestate al soggetto che richiede la detrazione e accompagnate dalle dichiarazioni di conformità degli impianti installati. Tutta la documentazione deve essere conservata per almeno dieci anni, corrispondenti al periodo di ripartizione della detrazione.
Perché conviene il Bonus Sicurezza 2026
Approfittare del Bonus Sicurezza nel 2026 conviene sia per ragioni economiche sia per motivi di tutela personale. Le percentuali di detrazione sono ancora vantaggiose, soprattutto per la prima casa, e nei prossimi anni sono previste riduzioni. L’installazione di sistemi di sicurezza contribuisce ad aumentare il valore dell’immobile e a migliorare la qualità della vita.
Domande frequenti
Quali sono le percentuali di detrazione per il Bonus Sicurezza 2026?
La norma stabilisce una distinzione:
- per l’abitazione principale la detrazione è al 50%
- per seconde case e altri immobili la detrazione è del 36%
I costi di sopralluogo, progettazione e installazione sono compresi nelle agevolazioni del Bonus Sicurezza?
Sì, l’agevolazione copre tutte le spese necessarie alla messa in opera degli impianti acquistati.
Il Bonus Sicurezza è cumulabile con altri Bonus?
Sì, può essere cumulato con altre agevolazioni fiscali, come il Bonus Ristrutturazioni o il Bonus Mobili. Le spese devono essere documentate e riferite a interventi diversi.
È necessario effettuare una ristrutturazione edilizia per richiedere il Bonus Sicurezza 2026?
No. Il Bonus Sicurezza può essere richiesto anche per interventi isolati, senza una ristrutturazione completa dell’immobile.
Le aziende possono usufruire del Bonus?
No, per le aziende vere e proprie esistono altri strumenti che finanziano o agevolano miglioramenti per la sicurezza dei lavoratori o investimenti in prevenzione.
Il collegamento alla Centrale Operativa è detraibile?
No, i servizi di vigilanza e i canoni non sono inclusi nella detrazione.
