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22/01/2026 - Benin – Risultati elettorali

22/01/2026 - Benin – Election Results

21/01/2026 - Stati Uniti - Trump rilancia l’accordo sull’Artico e sospende i dazi

21/01/2026 - United States - Trump relaunches Arctic agreement and suspends tariffs

19/01/2026 - Groenlandia - Aggiornamento tensioni USA-EU

19/01/2026 - Greenland - US-EU Tensions Update

19/01/2026 - Siria – Cessate il fuoco tra forze governative e SDF

19/01/2026 - Syria – Ceasefire between government forces and SDF

18/01/2026 - Iran - Oltre 5 mila le vittime secondo il governo iraniano durante le proteste

18/01/2026 - Iran - Over 5,000 people killed in protests, according to the Iranian government.

 

22/01/2026 - Benin – Risultati elettorali

L’11 gennaio 2026 si sono tenute le elezioni parlamentari anticipate, che hanno visto la vittoria dell’Unione Progressista per il Rinnovamento e del Blocco Repubblicano, partiti allineati con il Presidente Patrice Talon, che hanno ottenuto la totalità dei seggi dell’Assemblea Nazionale. Il partito d’opposizione Les Démocrates, invece, non ha raggiunto la soglia minima per l’ottenimento di seggi in Parlamento, fissata al 20%. Tali risultati hanno quindi segnato una storica battuta d’arresto per il partito democratico, che nella precedente legislatura deteneva più di 20 seggi, e determina un ulteriore rafforzamento del controllo del governo sul Parlamento, con una conseguente riduzione della pluralità politica. L’affluenza elettorale si è attestata intorno al 36.7%, denotando una partecipazione inferiore rispetto alle precedenti tornate elettorali. Dal punto di vista della sicurezza, le elezioni si sono svolte senza episodi di violenza diffusa nel giorno del voto, sebbene il contesto politico fosse caratterizzato da tensioni, anche alla luce di recenti eventi di instabilità registrati nel Paese nelle settimane precedenti; tuttavia Nadin Kokode, membro dei Les Démocrates, hanno denunciato irregolarità nel processo elettorale, tra cui apertura tardiva dei seggi, mancanza di materiale elettorale e l’esclusione dei supervisori di partito al processo di scrutinio.  

 

22/01/2026 - Benin – Election Results

Early parliamentary elections were held on January 11, 2026, resulting in the victory of the Progressive Union for Renewal and the Republican Bloc, parties aligned with President Patrice Talon, who won all the seats in the National Assembly. The opposition party Les Démocrates, however, failed to reach the 20% threshold for parliamentary seats. These results therefore marked a historic setback for the Democratic Party, which in the previous legislature held more than 20 seats, and further strengthened the government's control over parliament, resulting in a reduction in political plurality. Voter turnout was around 36.7%, indicating a lower turnout than in previous elections. From a security perspective, the elections were held without widespread violence on polling day, although the political environment was marked by tension, especially in light of recent instability in the country in the preceding weeks. However, Nadin Kokode, a member of Les Démocrates, reported irregularities in the electoral process, including the late opening of polling stations, a lack of electoral materials, and the exclusion of party supervisors from the counting process.

 

21/01/2026 - Stati Uniti - Trump rilancia l’accordo sull’Artico e sospende i dazi

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver definito con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, il quadro di un futuro accordo sulla Groenlandia e sull’intera regione artica, giudicato vantaggioso per gli Stati Uniti e per l’Alleanza. In base a tale intesa, Trump ha dichiarato che non imporrà i dazi previsti per il 1° febbraio e che sono in corso ulteriori discussioni sul progetto “Golden Dome” legato alla Groenlandia. Intervenendo al Forum economico di Davos, Trump ha ribadito che solo gli Stati Uniti sarebbero in grado di garantire la sicurezza dell’isola, richiamando precedenti storici e criticando la capacità europea di difesa. Ha chiesto l’avvio immediato di negoziati per una possibile acquisizione della Groenlandia, sostenendo che ciò rafforzerebbe la sicurezza della NATO. Pur affermando di non voler ricorrere alla forza, Trump ha insistito sulla necessità di ottenere la piena proprietà dell’isola per poterne garantire la difesa. Il presidente ha infine sottolineato i costi sostenuti dalla Danimarca per l’amministrazione della Groenlandia e l’importanza strategica del territorio per la sicurezza euro-atlantica.

 

21/01/2026 - United States - Trump relaunches Arctic agreement and suspends tariffs

US President Donald Trump announced that he and NATO Secretary General Mark Rutte have finalized the framework for a future agreement on Greenland and the entire Arctic region, which he believes will be beneficial to the United States and the Alliance. Based on this agreement, Trump stated that he will not impose the tariffs scheduled for February 1st and that further discussions are underway on the "Golden Dome" project related to Greenland. Speaking at the Davos Economic Forum, Trump reiterated that only the United States could guarantee the island's security, citing historical precedents and criticizing Europe's defense capacity. He called for the immediate start of negotiations for a possible acquisition of Greenland, arguing that this would strengthen NATO's security. While stating that he does not want to resort to force, Trump insisted on the need to obtain full ownership of the island in order to guarantee its defense. The President finally underlined the costs borne by Denmark for the administration of Greenland and the strategic importance of the territory for Euro-Atlantic security.

 

19/01/2026 - Groenlandia - Aggiornamento tensioni USA-EU

Un contingente rafforzato di soldati danesi, inclusa la presenza del comandante dell’esercito, il maggiore generale Peter Boysen, è atteso oggi a Kangerlussuaq, in Groenlandia. Parallelamente, i leader dell’Unione Europea hanno annunciato la convocazione di un vertice straordinario a Bruxelles il 22 gennaio. Secondo fonti disponibili, le forze armate tedesche avrebbero nel frattempo interrotto una missione di ricognizione e lasciato la Groenlandia il 18 gennaio. Sul piano politico, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno invitato il presidente statunitense Donald Trump a lavorare congiuntamente per ridurre le tensioni. Trump ha evitato di commentare un eventuale ricorso alla forza per la Groenlandia, ribadendo però che l’Europa dovrebbe concentrarsi sul conflitto tra Russia e Ucraina e confermando l’intenzione di procedere con aumenti tariffari in assenza di un accordo. Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha infine dichiarato che Copenhagen rispetterà gli impegni assunti nel quadro del gruppo di lavoro congiunto USA-Danimarca-Groenlandia, sottolineando la volontà di mantenere un canale istituzionale aperto.

 

19/01/2026 - Greenland - US-EU Tensions Update

A reinforced contingent of Danish soldiers, including the commander of the Danish army, Major General Peter Boysen, is expected in Kangerlussuaq, Greenland, today. Meanwhile, European Union leaders announced they will convene an extraordinary summit in Brussels on January 22. According to available sources, the German armed forces have since aborted a reconnaissance mission and left Greenland on January 18. On the political front, Norwegian Prime Minister Jonas Gahr Støre and Finnish President Alexander Stubb have called on US President Donald Trump to work together to reduce tensions. Trump has avoided commenting on the potential use of force over Greenland, but has reiterated that Europe should focus on the conflict between Russia and Ukraine and confirmed his intention to proceed with tariff increases in the absence of an agreement. Danish Foreign Minister Lars Løkke Rasmussen finally declared that Copenhagen will respect the commitments made within the framework of the joint US-Denmark-Greenland working group, underlining the desire to maintain an open institutional channel.

 

19/01/2026 - Siria – Cessate il fuoco tra forze governative e SDF

Domenica 18 gennaio è stato annunciato, da parte del Ministero della Difesa siriano, il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco tra le forze governative e le Forze Democratiche Siriane (SDF). Secondo quanto riferito dalle autorità locali e dell’agenzia di stampa siriana (SANA), la tregua prevede la sospensione totale delle ostilità nelle principali aree di scontro nel nord-est del Paese. L’entrata in vigore del cessate il fuoco è subordinata al ritiro delle formazioni militari affiliate alle SDF dalle aree a est del fiume Eufrate. L’accordo prevede inoltre la riconsegna integrale, da parte delle SDF che attualmente ne detengono il controllo, delle province di Deir ez-Zor e Raqqa alle forze governative siriane, garantendo loro il controllo amministrativo e militare di tali aree. Ulteriori disposizioni contemplano il passaggio sotto il controllo governativo di tutti i valichi di frontiera e dei principali giacimenti petroliferi e di gas presenti nell’area. Contestualmente, i membri delle SDF saranno integrati, a seguito di valutazioni individuali di sicurezza, all’interno dei ministeri della Difesa e degli Interni siriani. È altresì previsto il trasferimento della responsabilità per la gestione dei detenuti affiliati all’ISIS, nonché delle strutture di detenzione e delle unità incaricate della loro amministrazione, alle forze governative centrali. Il comandante delle SDF, Mazloum Abdi, ha confermato l’avvio delle operazioni di ritiro delle milizie del gruppo dai territori concordati, dimostrando la propria intenzione di rispettare quanto previsto dall’accordo. Parallelamente, è stata confermata da parte delle autorità governative l’avvenuta presa di controllo del giacimento petrolifero di Omar, il più grande del Paese, e quello di gas di Conoco, situato nella provincia di Deir ez-Zor. Tuttavia, vi sono state segnalazioni di scontri e reciproche violazioni, che confermano la persistente instabilità della situazione locale. 

 

19/01/2026 - Syria – Ceasefire between government forces and SDF

On Sunday, January 18, the Syrian Ministry of Defense announced the signing of a ceasefire agreement between government forces and the Syrian Democratic Forces (SDF). According to local authorities and the Syrian National News Agency (SANA), the truce provides for a complete suspension of hostilities in the main conflict areas in the northeast of the country. The ceasefire's entry into force is conditional on the withdrawal of SDF-affiliated military units from areas east of the Euphrates River. The agreement also provides for the complete handover of Deir ez-Zor and Raqqa provinces to Syrian government forces by the SDF, who currently control them, granting them administrative and military control of these areas. Further provisions include the transfer of all border crossings and the main oil and gas fields in the area to government control. At the same time, SDF members will be integrated, following individual security assessments, into the Syrian Ministries of Defense and Interior. Responsibility for the management of ISIS-affiliated detainees, as well as the detention facilities and units responsible for their administration, will also be transferred to central government forces. SDF Commander Mazloum Abdi confirmed the start of operations to withdraw the group's militias from the agreed territories, demonstrating his intention to abide by the agreement's provisions. At the same time, government authorities confirmed the seizure of control of the Omar oil field, the largest in the country, and the Conoco gas field, located in Deir ez-Zor province. However, there have been reports of clashes and mutual violations, confirming the ongoing instability of the local situation.

 

18/01/2026 - Iran - Oltre 5 mila le vittime secondo il governo iraniano durante le proteste

Un rapporto ufficiale iraniano ha dichiarato che almeno 5.000 persone sarebbero rimaste uccise durante le proteste che hanno attraversato il Iran, includendo circa 500 membri delle forze di sicurezza. La cifra rappresenta uno dei bilanci più gravi mai riconosciuti pubblicamente dalle autorità in relazione ai disordini interni. Parallelamente, l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Activists News Agency (HRANA) ha riferito che ulteriori 4.382 casi di presunte uccisioni risultano attualmente sotto indagine, suggerendo che il numero complessivo delle vittime potrebbe essere significativamente più elevato. La discrepanza tra i dati ufficiali e quelli delle ONG evidenzia le difficoltà di verifica indipendente in un contesto segnato da restrizioni informative e repressione. 

 

18/01/2026 - Iran - Over 5,000 people killed in protests, according to the Iranian government.

An official Iranian report stated that at least 5,000 people were killed during the protests that swept across Iran , including approximately 500 members of the security forces. This figure represents one of the most serious tolls ever publicly acknowledged by the authorities in relation to internal unrest. Meanwhile, the Human Rights Activists News Agency (HRANA) reported that an additional 4,382 cases of alleged killings are currently under investigation, suggesting that the overall number of victims could be significantly higher. The discrepancy between official and NGO figures highlights the difficulties of independent verification in an environment marked by information restrictions and repression.

Sicurezza del Personale Viaggiante

L’evoluzione dei rischi e delle minacce in ogni loro forma hanno spinto Sicuritalia Security Solutions a specializzarsi in servizi per la sicurezza del personale viaggiante. La necessità sorge non solo per la salvaguardia del capitale umano che si trova ad operare in paesi considerati a rischio elevato/estremo, ma anche per coloro i quali si recano in Paesi potenzialmente a rischio, come già dimostrato dagli attentati indiscriminati registrati nei principali paesi europei
(Francia, Germania, Belgio, Spagna e Regno Unito per citarne alcuni).

Alla salvaguardia del capitale umano si aggiunge l’obbligo normativo che impone, al datore di lavoro, di formare ed informare (D.lgs. 81/08) il proprio personale su tutti i possibili rischi ai quali essi potrebbero andare incontro, includendo anche i cosiddetti rischi atipici. L’obiettivo di questi servizi è inoltre salvaguardare l’azienda da possibili sanzioni penali e le amministrative derivanti dal mancato rispetto di quanto definito dal D.lgs. 231/01.

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