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13/01/2026 - Stati Uniti – Denunce all’amministrazione Trump da parte degli Stati del Minnesota e dell’Illinois

13/01/2026 - United States – Complaints to the Trump Administration from the States of Minnesota and Illinois

11/01/2026 - Iran - Washington valuta opzioni di pressione dopo le proteste

11/01/2026 - Iran - Washington weighs pressure options after protests

11/01/2026 - Benin - Elezioni legislative dopo tentato colpo di stato

11/01/2026 - Benin - Legislative elections after attempted coup

09/01/2026 - Francia - Il Governo voterà contro l'accordo Mercosur

09/01/2026 - France - Government to vote against Mercosur agreement

08/01/2026 - Yemen - Leader separatista STC Aidarous al-Zubaidi arriva ad Abu Dhabi

08/01/2026 - Yemen - STC separatist leader Aidarous al-Zubaidi arrives in Abu Dhabi

 

13/01/2026 - Stati Uniti – Denunce all’amministrazione Trump da parte degli Stati del Minnesota e dell’Illinois

Lunedì 12 gennaio lo Stato del Minnesota e le Twin Cities (Minneapolis e Saint Paul) hanno depositato una denuncia federale nei confronti dell’amministrazione Trump e del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), inclusi i dirigenti di Immigration and Custom Enforcement (ICE) e Customs and Border Protection (CBP). La causa contesta la legittimità costituzionale di alcune operazioni federali in materia di immigrazione, qualificate come illegali e incostituzionali, assimilabili ad “un’invasione federale” e, pertanto, ritenute lesive del Primo e del Decimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. La decisione fa seguito all’attuazione dell’operazione “Metro Surge”, avviata da parte del governo federale a dicembre 2025. Benché formalmente finalizzata a contenere l’immigrazione illegale di cittadini somali nelle Twin Cities, essa si sarebbe concretizzata, secondo le autorità statali, in un’azione repressiva generalizzata, che ha visto l’impiego di oltre 2.000 agenti dell’immigrazione in Minnesota e l’esecuzione di circa 2.000 arresti. Le autorità statali del Minnesota hanno identificato nella “Metro Surge” un presunto tentativo di ritorsione da parte del Presidente statunitense Donald Trump, che in diverse occasioni ha accusato lo Stato del Minnesota di essere corrotto e malgestito. Tale ostilità sarebbe riconducibile, secondo quanto riportato all’interno della denuncia, alla guida democratica dello Stato, nonché alle critiche mosse dallo stesso Presidente in merito all’affidabilità dei processi elettorali locali. Ulteriori motivazioni riportate all’interno del documento sarebbero legate alle politiche di protezione adottate dalle Twin Cities che, di fatto, limitano la cooperazione con il governo federale durante le attività di controllo dell’immigrazione. Un ruolo centrale nella decisione dello Stato del Minnesota di depositare tale denuncia lo ha ricoperto la morte di Renee Nicole Good, cittadina statunitense di 37 anni, uccisa a colpi di arma da fuoco da parte di un agente dell’ICE di Minneapolis con l’accusa, successivamente smentita, di aver tentato di investirlo. L’evento ha condotto all’organizzazione di decine di mobilitazioni e veglie in tutti gli Stati Uniti in commemorazione della donna e in segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Trump. Durante le manifestazioni, l’intervento delle forze di sicurezza è stato orientato alla repressione e alla dispersione della folla, con ricorso all’utilizzo di gas lacrimogeni da parte degli agenti. Una causa analoga è stata intentata anche da parte dello Stato dell’Illinois e della città di Chicago a causa di azioni illecite riconducibili al DHS, con particolare riferimento all’operazione “Midway Blitz” che ha condotto all’arresto di più di 4.000 persone in Illinois nel corso del 2025. Entrambe le cause, dunque, sostengono una violazione del Decimo Emendamento, che sancisce il principio di sovranità statale, da parte del governo federale. 

 

13/01/2026 - United States – Complaints to the Trump Administration from the States of Minnesota and Illinois

On Monday, January 12, the State of Minnesota and the Twin Cities (Minneapolis and St. Paul) filed a federal complaint against the Trump administration and the Department of Homeland Security (DHS), including the heads of Immigration and Customs Enforcement (ICE) and Customs and Border Protection (CBP). The lawsuit challenges the constitutionality of certain federal immigration operations, which they characterize as illegal and unconstitutional, amounting to a "federal invasion," and therefore deemed to violate the First and Tenth Amendments to the United States Constitution. The decision follows the implementation of Operation Metro Surge, launched by the federal government in December 2025. Although formally aimed at curbing the illegal immigration of Somali citizens to the Twin Cities, according to state authorities, it resulted in a widespread crackdown, involving the deployment of over 2,000 immigration agents in Minnesota and the execution of approximately 2,000 arrests. Minnesota state authorities have identified the "Metro Surge" as an alleged retaliatory attempt by US President Donald Trump, who has repeatedly accused the state of Minnesota of corruption and mismanagement. According to the complaint, this hostility is attributed to the state's Democratic leadership, as well as the President's own criticisms of the reliability of local electoral processes. Additional reasons cited in the document are related to the Twin Cities' protection policies, which effectively limit cooperation with the federal government during immigration enforcement activities. A key factor in the state of Minnesota's decision to file this complaint was the death of Renee Nicole Good, a 37-year-old US citizen, who was shot and killed by a Minneapolis ICE agent on charges, later denied, of attempting to run him over. The event led to dozens of demonstrations and vigils across the United States in memory of the woman and in protest against the Trump administration. During the demonstrations, security forces deployed force to repress and disperse the crowd, with officers deploying tear gas. A similar lawsuit was filed by the State of Illinois and the City of Chicago alleging unlawful actions attributable to the DHS, specifically Operation Midway Blitz, which led to the arrest of more than 4,000 people in Illinois over the course of 2025. Both lawsuits, therefore, allege a violation of the Tenth Amendment, which enshrines the principle of state sovereignty, by the federal government.

 

11/01/2026 - Iran - Washington valuta opzioni di pressione dopo le proteste

Il presidente statunitense Donald Trump sta valutando diverse opzioni di intervento contro l’Iran in risposta alle proteste antigovernative e all’uso della forza letale da parte delle autorità. Secondo funzionari statunitensi, il presidente è stato informato su possibili scenari che includono sia misure militari limitate sia strumenti non militari. All’interno dell’amministrazione permangono timori che un’azione armata possa rafforzare il sostegno interno al regime o provocare ritorsioni iraniane. Tra le alternative considerate figurano operazioni informatiche contro obiettivi del regime, nuove sanzioni economiche e il supporto alla connettività internet per i manifestanti. Trump ha escluso l’invio di truppe sul terreno, ma ha ribadito la disponibilità a colpire duramente in caso di ulteriore repressione. Teheran ha avvertito che qualsiasi intervento militare renderebbe basi e interessi statunitensi obiettivi legittimi. Secondo organizzazioni per i diritti umani, nelle ultime settimane si registrano centinaia di vittime e migliaia di arresti. Le autorità statunitensi e israeliane stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione.

 

11/01/2026 - Iran - Washington weighs pressure options after protests

US President Donald Trump is evaluating several options for action against Iran in response to anti-government protests and the authorities' use of lethal force. According to US officials, the president has been briefed on possible scenarios that include both limited military measures and non-military means. Concerns persist within the administration that armed action could strengthen domestic support for the regime or provoke Iranian retaliation. Among the options being considered are cyber operations against regime targets, renewed economic sanctions, and supporting internet connectivity for protesters. Trump has ruled out deploying troops on the ground, but reiterated his willingness to strike hard in the event of a further crackdown. Tehran has warned that any military intervention would make US bases and interests legitimate targets. According to human rights organizations, hundreds of victims and thousands of arrests have been reported in recent weeks. US and Israeli authorities are closely monitoring the situation.

 

11/01/2026 - Benin - Elezioni legislative dopo tentato colpo di stato

In data odierna i cittadini del Benin sono chiamati alle urne per eleggere i membri del parlamento e i rappresentanti locali, a poche settimane dal tentato colpo di stato del 7 dicembre. La coalizione al governo, guidata dal presidente Patrice Talon, dovrebbe rafforzare la propria maggioranza, mentre il principale partito di opposizione, i Democratici, è stato escluso dalle elezioni locali. A Cotonou, capitale economica, le operazioni di voto si sono aperte dalle 07:00 locali in un clima calmo, con chiusura prevista alle 17:00. Le elezioni legislative determineranno l’equilibrio politico in vista delle presidenziali di aprile. 

 

11/01/2026 - Benin - Legislative elections after attempted coup

Today, Benin citizens are called to the polls to elect members of parliament and local representatives, just weeks after the attempted coup of December 7. The ruling coalition, led by President Patrice Talon, is expected to strengthen its majority, while the main opposition party, the Democrats, has been excluded from the local elections. In Cotonou, the economic capital, voting began at 7:00 a.m. local time in a calm atmosphere and is scheduled to close at 5:00 p.m. The legislative elections will determine the political balance ahead of the presidential elections in April.

 

09/01/2026 - Francia - Il Governo voterà contro l'accordo Mercosur

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia voterà contro la firma dell’accordo commerciale tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur, posizione comunicata anche alla presidente della Commissione Europea. Pur riconoscendo i progressi compiuti nei negoziati, Macron ha richiamato il rifiuto politico espresso in modo unanime dal Parlamento francese. Il presidente ha precisato che la fase della firma non chiude il dossier e che la Francia continuerà a chiedere garanzie per la tutela del settore agricolo. L’annuncio è avvenuto in un contesto di forte mobilitazione degli agricoltori, che hanno protestato a Parigi con decine di trattori contro l’intesa. Il comparto agricolo denuncia una crisi aggravata da epidemie nel settore zootecnico, calo dei prezzi e aumento dei costi di produzione, oltre al rischio di maggiore concorrenza sudamericana. Le autorità hanno definito illegali le manifestazioni con i trattori nella capitale e hanno annunciato interventi per ripristinare l'ordine. 

 

09/01/2026 - France - Government to vote against Mercosur agreement

French President Emmanuel Macron announced that France will vote against signing the trade agreement between the European Union and Mercosur countries, a position he also communicated to the President of the European Commission. While acknowledging the progress made in the negotiations, Macron recalled the unanimous political rejection expressed by the French Parliament. The president clarified that the signing phase does not close the deal and that France will continue to demand guarantees to protect the agricultural sector. The announcement came amid widespread mobilization by farmers, who protested against the agreement in Paris with dozens of tractors. The agricultural sector is reporting a crisis exacerbated by disease outbreaks in the livestock sector, falling prices, and rising production costs, as well as the risk of increased competition from South America. Authorities have deemed the tractor demonstrations in the capital illegal and announced measures to restore order.

 

08/01/2026 - Yemen - Leader separatista STC Aidarous al-Zubaidi arriva ad Abu Dhabi

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen ha reso noto che Aidarous al‑Zubaidi, leader del Southern Transitional Council (STC), sarebbe arrivato negli Emirati Arabi Uniti su un aereo proveniente da Mogadiscio, dopo un viaggio via mare fino al Somaliland. Il leader, in precedenza, non si sarebbe presentato a Riyadh per i colloqui di pace, ostacolando, secondo la versione saudita, gli sforzi per contenere l’escalation nel sud del Paese. La crisi nello Yemen meridionale ha provocato una profonda frattura tra Arabia Saudita ed Emirati, due membri chiave della coalizione, e ha esposto le tensioni tra fazioni separatiste e governo riconosciuto a livello internazionale. Nel frattempo, un coprifuoco è stato imposto in tutto il governatorato di Aden, dalle 21:00 alle 06:00, su ordine del comandante Abdul Rahman al-Mahrami.

 

08/01/2026 - Yemen - STC separatist leader Aidarous al-Zubaidi arrives in Abu Dhabi

The Saudi-led coalition in Yemen announced that Aidarous al-Zubaidi, leader of the Southern Transitional Council (STC), arrived in the United Arab Emirates on a plane from Mogadishu, after a sea voyage to Somaliland. The leader had previously failed to appear in Riyadh for peace talks, hindering, according to the Saudi version, efforts to contain the escalation in the south of the country. The crisis in southern Yemen has caused a deep rift between Saudi Arabia and the UAE, two key members of the coalition, and has exposed tensions between separatist factions and the internationally recognized government. Meanwhile, a curfew has been imposed across the entire Aden governorate from 9:00 PM to 6:00 AM, on the orders of Commander Abdul Rahman al-Mahrami.

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