Jammer o disturbatore di segnale allarme: come difendersi?

Jammer o disturbatore di segnale allarme

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare dei disturbatori di segnali d’allarme, i così detti “jammer“, che consistono in dispositivi elettronici senza fili in grado di nascondere (in maniera più o meno efficace), le onde emesse dagli allarmi antifurto.

I progettisti dei sistemi antifurto hanno messo a punto varie contro-misure per ostacolare questo fenomeno, realizzando strumenti anti-jammer finalizzati a silenziare il funzionamento di simili apparecchiature.

Il jammer, infatti, è un vero e proprio disturbatore di segnale capace di interferire in maniera significativa sulla emissione di frequenze elettromagnetiche degli antifurto.

Il suo meccanismo d’azione si basa sul blocco delle comunicazioni tra il dispositivo installato in un’abitazione e la centrale di riferimento, isolando di fatto l’intero sistema d’allarme.

Nonostante sia vietato dalla legge, questo inibitore di segnale è facilmente reperibile e ormai è diventato un accessorio indispensabile di cui lo scassinatore si serve per manomettere molti sistemi antifurto.

Un trasmettitore del genere è in grado di inviare segnali ad alta potenza su più bande di radio-frequenza, allo scopo di inibire il funzionamento degli apparecchi GSM e dei sensori di allarme wireless ad essi associati, oltre che di occultare le telecamere di sicurezza.

È chiaro che in questo modo anche i sistemi antintrusione più perfezionati non riescono a funzionare, in quanto viene impedita la loro possibilità di collegarsi con la centrale di riferimento.

Il jammer, oltre ad essere accessibile a tutti dato che il suo costo è irrisorio, si conferma un supporto validissimo per i ladri perché ha la facoltà di mettere fuori uso il sistema antifurto in pochi secondi e senza lasciare tracce.

Come evitare il jammer?

Bisogna innanzitutto essere a conoscenza del fatto che gli inibitori di segnali sono illegali, dato che la Legge li considera non compatibili con le vigenti normative di sicurezza (decreto 89/336 della CEE), aggiornate nel 1999 da un decreto emesso dal Parlamento Europeo, relativo alle apparecchiature elettromagnetiche.

Anche se i jammer sono stati ritirati dal commercio in più occasioni, è tuttavia possibile acquistarli, anche se si tratta di dispositivi non omologati e che pertanto non riportano la marcatura CE.

Secondo gli articoli 340, 617 e 617 bis del Codice Penale, chi fa impiego di questi strumenti è perseguibile dalla Legge, a causa della loro pericolosità riguardo all’interruzione di servizi pubblici, come le comunicazioni telefoniche.

Attualmente l’uso di specifici jammer è consentito unicamente alle Forze dell’Ordine, per specifiche finalità, ma non ai cittadini.

Per evitare rischi di questo genere è necessario installare un impianto anti-intrusione, il cui funzionamento utilizzi frequenze che non vengono occultate dai jammer.

Di solito si tratta di sistemi d’allarme che sfruttano frequenze di 434 e 866 MHz, che hanno un raggio d’azione e una portata inattaccabili.

Per eliminare il rischio di accecamento, le centrali wireless sono fornite della funzione antifurto anti-jamming, capace di rivelare la saturazione dei canali radio utili per segnalare eventuali effrazioni.

Il funzionamento di simili dispositivi si basa sulla produzione di un allarme anti-sabotaggio, utilissimo per evitare l’accecamento del sistema antifurto.

L’obiettivo da raggiungere non è soltanto quello di superare il blocco funzionale, ma anche di creare una rete di comunicazione alternativa a quella normalmente utilizzata.

Anti jammer: che cos’é?

I dispositivi anti-jammer sono sensori tecnologicamente avanzati che consentono di segnalare alla centrale di riferimento un eventuale accecamento delle frequenze di ricezione dei normali segnali antifurto.

Di conseguenza l’impianto antintrusione riesce a continuare la trasmissione di informazioni utili per rilevare eventuali tentativi di scasso oppure veri e propri furti.

Uno dei principali punti d’attacco dei malviventi è costituito dalla rete telefonica che, tagliando i cavi, viene messa fuori funzione. È proprio per questo motivo che i ladri concentrano quasi sempre i loro sforzi sui combinatori telefonici.

I combinatori che sfruttano le tradizionali linee telefoniche (PSTN) possono venire sabotati con relativa facilità, intervenendo a livello delle scatole di derivazione.

I più perfezionati sistemi anti-jamming utilizzano quasi sempre collegamenti IP permanenti che, in caso di interruzione, intervengono con estrema rapidità creando automaticamente un allarme, collegata alla notifica inviata all’apparecchio di riferimento.

Come funziona l’inibitore di segnale nell’antifurto casa?

Gli inibitori di segnali antifurto (jammer) funziona generando onde elettromagnetiche che oscurano quelle emesse dagli impianti d’allarme, rendendoli di fatto inutilizzabili.

Un simile meccanismo dipende dalla creazione di impulso forte, costante e prolungato, che mette fuori uso i normali sistemi di comunicazione su cui si basa anche l’operatività degli impianti antintrusione.

Il jammer, infatti, riesce a emettere onde radio sincronizzate sulla frequenza di quelle emesse dal sistema d’allarme, interrompendone le funzioni.

Un disturbatore di frequenza funziona basandosi su alcuni parametri, come distanza e tipo di onde radio, con un raggio d’azione che spesso arriva fino a 180 gradi.

Le sue prestazioni dipendono soprattutto dal tipo di antenna utilizzata, che può essere diretta oppure omnidirezionale, a seconda del modello.

Come capire se si è vittime di un tentativo di schermatura jamming?

Avere la certezza di essere vittime di un tentativo di schermatura jamming è abbastanza semplice, dato che ci si rende conto che la comunicazione dell’allarme con la centrale operativa e con il dispositivo di riferimento (smartphone, tablet o notebook) non è più attiva.

I sistemi antifurto più perfezionati di solito inviano una notifica via SMS oppure tramite app. al diretto interessato, informandolo che si è verificato un problema di comunicazione.

Un simile supporto ovviamente funziona sfruttando l’alternativa offerta dal sistema anti-jamming, che può utilizzare canali differenti da quelli messi fuori uso.

In queste circostanze è possibile intervenire tempestivamente allertando la centrale operativa, che provvede velocemente a controllare la situazione.

L’anti jammer fai da te è sicuro?

Per stabilire se l’impianto anti jammer è sicuro, è necessario montare sistemi di ultima generazione che garantiscono migliori efficacia e sicurezza.

In caso di attacco alle reti allarme GSM, questo dispositivo pur non potendo comunicare i dati alla centrale operativa, può mettere in atto strategie alternative come, ad esempio, attivare una sirena per dissuadere l’intruso a portare a compimento la sua opera.

Se invece l’attacco è localizzato alle frequenze radio e quindi la sirena non può essere attivata, un valido impianto anti jamming può inviare una comunicazione d’emergenza alla centrale.

Per capire se il modello è ben funzionante, si può controllare la presenza di una doppia o tripla frequenza, che garantisce la sua operatività.

Le abitazioni fornite di impianti di ultima generazione non corrono gravi rischi poiché oltre alla jamming detection i sistemi sono provvisti di più canali di frequenza. Per questo motivo, l’anti-jammer fai da te mette a rischio la sicurezza dell’abitazione domestica.

Come difendersi da un attacco Jammer

I jammer sono senza dubbio apparecchiature pericolose poiché dotate di un’efficiente possibilità di interferire con il funzionamento degli impianti antifurto oltre che di altri dispositivi wireless.

Utilizzati da ladri professionisti per intrusioni di ogni genere, questo piccolo apparecchio riesce a utilizzare un’ampia gamma di frequenze come quelle telefoniche, GSM, GPS e i segnali di telecamere wireless.

Tenendo conto dell’ampia diffusione di questi strumenti, è indispensabile installare l’impianto antintrusione fornito dell’opzione anti jamming, che in caso di disturbo delle onde radio può segnalare tramite linea telefonica filare o sirena cablata il pericolo di tentata manomissione.

Per mettere in sicurezza la propria abitazione è consigliabile rivolgersi a tecnici competenti e specializzati nel settore come quelli che operano in Sicuritalia, l’azienda leader del mercato italiano della sicurezza.

Lavorando a stretto contatto con i maggiori interlocutori del settore privato e pubblico (industriale, commerciale e bancario), la ditta offre una vasta gamma di servizi integrati per la sicurezza utilizzando sempre apparecchiature certificate e omologate ISO 9001-2015.

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Domande frequenti

I jammer, o disturbatori di segnale d’allarme, sono dispositivi elettronici senza fili che interferiscono con le onde emesse dagli allarmi antifurto, rendendo inefficaci i sistemi di sicurezza. Sono illegali e vietati dalla legge, ma purtroppo sono reperibili sul mercato nero.


I jammer funzionano bloccando le comunicazioni tra il dispositivo installato in un’abitazione e la centrale di riferimento, isolando di fatto l’intero sistema d’allarme. Questo impedisce al sistema di rilevare eventuali intrusioni o attivare l’allarme. Questi dispositivi hanno un impatto significativo sulla sicurezza, poiché permettono ai ladri di disattivare gli allarmi e compiere il furto senza essere rilevati.


Gli sviluppatori di sistemi antifurto hanno creato contro-misure per contrastare i jammer. Questi includono strumenti anti-jammer che sono progettati per rilevare e neutralizzare i disturbi di segnale. Inoltre, è essenziale installare impianti anti-jamming che utilizzino frequenze non colpite dai jammer e che dispongano di sistemi di allarme alternativi per segnalare eventuali tentativi di interferenza.