Aggiornamento 1: La Casa Bianca ha comunicato che il primo incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, svoltosi a Pechino il 14 maggio 2026, ha avuto un esito complessivamente positivo. Tra i principali temi affrontati figurano il rafforzamento della cooperazione bilaterale e la questione della riapertura dello Stretto di Hormuz. Le autorità cinesi hanno confermato la valutazione positiva del vertice, dichiarando che gli interessi comuni tra i due Paesi prevalgono sulle divergenze esistenti, ribadendo l'importanza strategica del mantenimento di un quadro di relazioni economiche e commerciali stabile e strutturato. Tra i dossier più sensibili rimane irrisolto quello relativo alla vendita di armamenti statunitensi a Taiwan in merito al quale, però, nessuno dei due leader ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Nella giornata odierna ha avuto inizio, a Pechino, un incontro, della durata prevista di due giorni, tra il Presidente statunitense, Donald Trump, e il Presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping. L’evento si connota di rilevanza storica in quanto si tratta della prima visita di istituzionale statunitense in Cina dal 2017. Il summit era stato inizialmente pianificato per il mese di marzo, ma è stato posticipato al mese corrente a causa dell’escalation tra Iran e Stati Uniti; esso si colloca, infatti, all’interno di un contesto geopolitico caratterizzato da significativa complessità. La Casa Bianca ha inquadrato l’incontro in termini prevalentemente commerciali ed economici; inoltre, Trump ha dichiarato che ha intenzione di affrontare il tema del rapporto tra Repubblica Popolare cinese e Taiwan, con particolare attenzione al tema della vendita di armi a quest’ultima. Si ipotizza infine che Washington possa fare pressione su Pechino, dati i suoi legami commerciali con Teheran che lo pongono in una condizione di vantaggio, per unirsi a un’operazione internazionale finalizzata alla riapertura dello Stretto di Hormuz. La prospettiva di un’intesa bilaterale tra i due Paesi solleverebbe malcontento in particolare tra i Paesi europei, che vedrebbero il proprio potere decisionale e geopolitico messo a rischio.